Il rapporto dell’OMS Europa pubblicato il 20 aprile 2026 offre la prima fotografia sistematica dell’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari dei 27 Paesi UE, in un momento cruciale: quello che precede l’entrata in vigore degli obblighi più stringenti dell’AI Act per i sistemi ad alto rischio (agosto 2026). L’indagine evidenzia un nodo centrale per il diritto sanitario: il divario tra la rapida adozione tecnologica e la lenta costruzione di garanzie giuridiche adeguate, soprattutto in termini di responsabilità, consenso e tracciabilità.
Il problema della responsabilità emerge su due livelli intrecciati: da un lato quello etico-professionale, legato al dovere del medico di utilizzare l’IA in modo prudente e consapevole; dall’altro quello giuridico, che riguarda l’attribuzione di eventuali danni al paziente quando la decisione clinica è condivisa con un sistema algoritmico. Come già avvenuto con altre innovazioni (telemedicina, cartelle elettroniche, chirurgia robotica), il diritto arriva in ritardo rispetto alla pratica.
I dati confermano una sanità europea “a due velocità”. L’adozione dell’IA è già diffusa: il 74% degli Stati utilizza sistemi diagnostici, il 63% chatbot per l’assistenza ai pazienti e il 59% automazioni logistiche. Tuttavia, le infrastrutture di garanzia restano carenti: solo l’11% dei Paesi ha una strategia sanitaria specifica per l’IA, il 26% offre formazione ai professionisti e appena il 41% ha definito regole chiare di responsabilità legale.
Ciò significa che nella maggioranza dei Paesi UE non esiste ancora un quadro giuridico definito per stabilire chi risponde in caso di errore algoritmico con danno al paziente: una criticità rilevante in un settore ad alto rischio.
Il quadro normativo europeo — fondato su AI Act, GDPR ed European Health Data Space — appare coerente e ambizioso, classificando molte applicazioni sanitarie come “ad alto rischio” e imponendo obblighi di controllo, trasparenza e supervisione umana. Tuttavia, il rapporto OMS ne evidenzia il limite principale: senza strategie nazionali e risorse adeguate, esiste il rischio che questa architettura resti sulla carta, incapace di incidere concretamente sulla pratica clinica.
In sintesi, l’Europa si trova di fronte a una contraddizione strutturale: l’IA è già operativa nella sanità, ma il sistema delle responsabilità e delle garanzie è ancora incompleto. Ed è proprio su questo scarto che si giocheranno le future controversie medico-legali.
